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RELAZIONE COMPLETA 2005
Lettera di Giovanna
M. (novembre 2005)

RELAZIONE DELLE ATTIVITA' SVOLTE DAL
KISEDET
NEL 2005
Come ormai è nostra consuetudine Vi inviamo un breve resoconto circa le
attività che sono state realizzate dal KISEDET durante il 2005
accludendovi anche un sommario economico sull'uso che il KISEDET ha fatto
dei fondi ricevuti e generati attraverso le attività produttive
dell'Organismo.
Per i nuovi sostenitori, il KISEDET, sta per "Kigwe Social Economie
Development Trust", ed è un'associazione tanzaniana fondata da
Giovanna Moretti ( che è amministratrice e responsabile delle adozioni) e
da alcuni abitanti del villaggio di Kigwe che dal 1998 porta avanti le
attività di sostegno ai bambini poveri e orfani nelle zone rurali della
regione dì Dodoma.
Per avere maggiori informazioni riguardo l'Associazione e le sue attività
, Vi invitiamo a visitare il nostro sito web oppure a scriverci
direttamente.
Il KISEDET continua a perseguire con i suoi progetti un doppio obiettivo:
- Finanziare le attività di natura sociale
legate al sostegno dei bambini orfani (o particolarmente poveri e alle loro
famiglie);
- Promuovere attività economiche di auto-finanziamento affinché l'associazione
KISEDET possa generare
essa stessa le risorse per mandare avanti
le attività e soprattutto per rendere i progetti
sostenibili dai beneficiari stessi.
Anche quest'anno i progetti "Watoto", "Sukurani", "Darasa
Bora" e "Vìkongwe na Walemavu" sono stati finanziali per
la maggior parte da fondi provenienti dalle adozioni a distanza raccolti
dall'Associazione Harambee, mentre i progetti "Pole pole",
"Kilìmo, Mifugo", "Tukutane Mbuyuni" e
"Afya" sono finanziati da fondi raccolti da privati, da
associazioni come Il Gruppo Tanzania onlus, da enti come "La festa
dei popoli" dì Cassano d'Adda ,ecc.
Nel sommano delle attività sono stati riportati anche i costi, quindi di
seguito vogliamo brevemente parlare dei vari progetti e di come sono state
realizzate le attività.
- Doroso Bora (aula bella). L'obiettivo dì questo progetto è migliorare
il servizio scolastico attraverso la costruzione
e la ristrutturazione di aule scolastiche, case
per insegnanti e fornitura di banchi nelle
scuole elementari dei villaggi. Quest'anno
sono state costruite 3 aule, 1 ufficio e
sono in fase di costruzione altre 2 aule,
1 ufficio e una casa per insegnanti. Sono
stati costruiti nella nostra officina di Kigwe
circa 110 banchi scolastici. Alla realizzazione
di questi lavori partecipa attivamente la
popolazione dei villaggi.
- Vikongwana wolemavu (anziani e disabili). L'assistenza agli anziani poveri e disabìli
in termini di cibo e di cure mediche è stata
sin dall'inizio un'attività importante per
KISEDET, che però, per scarsità dì mezzi, viene offerta solo al villaggio di Kigwe.
Queste persone non hanno nessun'altra risorsa
ed è letteralmente vitale per loro ricevere
aiuto in cibo in alcuni periodi dell'anno
quando esso è scarso. Abbiamo proseguito anche nel sostenere le spese per le operazioni
agli occhi per chi soffre dì catarratta o
di altre malattie. Quest'anno 25 anziani
sono stati sottoposti ad intervento chirurgico
e 23 hanno recuperato la vista.
- Wototo (bambini). L'aiuto alla scuola del villaggio si è dimostrato
il modo migliore e più efficace affinché i bambini frequentino regolarmente,
da qui
la scelta di distribuire almeno del
semolino
a metà mattinata e in alcune scuole anche polenta e fagioli. Siamo riusciti
nelle scuole
in cui abbiamo bambini in adozione
(10 in
8 villaggi) a coinvolgere i genitori a contribuire.
Il problema sarà quest'anno per la
particolare
situazione di siccità che sta vanificando
ogni tentativo di semina. Stiamo
cercando
di coinvolgere altri organismi per
distribuire
cibo in tutte le scuole in cui si amo presenti.
Continuiamo a sostenere studenti
delle secondarie , a pagare i costi di frequenza, quest'anno
sono 98, e per circa 20 di essi abbiamo
ricevuto fondi da due ONG italiane che operano
a Dodoma.
- Shukurani (ringraziamento). Nella casa accoglienza per bambini orfani
quest'anno abbiamo iniziato un piccolo allevamento
di galline ovaiole e abbiamo aperto uno show
room per i prodotti dell'officina e della falegnameria.
Sono attività create per sostenere i costi
di gestione dei 35 bambini ospitati. Quest'anno
7 fra quelli più grandi (oltre i 15 anni)
sono andati a studiare fuori dal centro,
al loro posto ne abbiamo accolti altri 7
di età tra 2 e gli 8 anni. Fra di loro ci sono
3 bambini sieropositivi due dei quali hanno
già iniziato la terapia antiretrovirale.
- Afyo (salute). Non siamo riusciti, per mancanza di fondi,
a realizzare il progetto dell'apertura del consultorio nel dispensario di Kigwe per
l'assistenza e i test di analisi per l'AIDS..
Abbiamo aiutato lo stesso circa 35 persone , molte delle quali donne e bambini, a sottoporsi
al test AIDS in un ospedale dì Dodoma e per
alcuni ad iniziare il trattamento antiretrovirale.
Abbiamo iniziato a fornire assistenza in
cibo e medicine ad alcuni ammalali di AIDS.
Inoltre 23 donne hanno avuto assistenza nella
pianificazione delle nascite attraverso seminari.
Stiamo concludendo la costruzione del dispensario
nel villaggio di Mpamantwa che, una volta
ultimato, aiuterà 6.000 persone provenienti
da 3 diversi villaggi ad avere assistenza
sanitaria di base. La sua realizzazione è
avvenuta per la maggior parte del costo grazie
a donazioni provenienti da privati e con
il contributo della gente dei villaggi.
- Kilimo, mifungo na magingira (Agricoltura,
allevamento e ambiente). L'agricoltura e l'allevamento in Tanzania
giocano ancora un ruolo molto importante
se si pensa che l'85% della popolazione ripone
nell'agricoltura le proprie speranze; nonostante
questo ancora non è stato raggiunto il livello
dì autosufficienza alimentare. Da qui la
scelta del KISEDET di devolvere sempre più
risorse verso tutte le attività che sono
collegate all'agricoltura. Il problema più
grosso che incontriamo nella realizzazione
di attività legate all'agricoltura è l' insufficienza
di piogge soprattutto nei periodi cruciali
per i raccolti. Essendo Dodoma una regione
a clima semi arido, questa è una situazione che si
ripete quasi tutti gli anni, quindi insegniamo alla gente ad usare tecniche e sementi più
adatti all'ambiente e che, combinandosi con
le loro conoscenze tradizionali, possano trarre il
massimo in condizioni difficili come queste. Stiamo
collaborando e sostenendo 10 scuole elementari
e una secondaria nella coltivazione dì appezzamenti dimostrativi fornendo loro sementi, piantine
e assistenza tecnica.
- Pole Pole (piano piano). Nel gennaio 2005 è stata aperta la scuola
professionale, dove 20 ragazzi (10 maschi
e 10 femmine) hanno frequentato il primo
anno; a questi da febbraio 2006 se ne aggiungeranno
altri 20. I corsi sono biennali con una specializzazione
principale che è "agricoltura e allevamento"
e 3 complementari: falegnameria, meccanica,
e cucito. Il KISEDET sostiene tutti i costi
del mantenimento e quelli didattici della
scuola. I corsi sono rivolti ai ragazzi che
provengono da famiglie povere e che non potrebbero
sostenerne i costi. Non ci sono molte altre
scuole professionali in Tanzania che offrono
la possibilità di studiare gratuitamente
e per poter continuare a fare questo stiamo
creando le basi per far sì che si riesca
a sostenere i costi della scuola attraverso
attività economiche. Da qui la produzione
e la vendita dì carretti agricoli, mobili,
banchi scolastici, infìssi realizzati nella nostra officina,
la confezione e la vendita di abiti e uniformi
nella nostra sartoria, la coltivazione e
la vendita di ortaggi del nostro orto, l'allevamento di polli e dì capre da latte ecc. Per quanto
riguarda la ristrutturazione dei fabbricati,
abbiamo costruito un impianto dì biogas per fornire gas alla cucina della mensa e luce
in tre stanze. Abbiamo ancora la necessità
di ristrutturare la mensa, l'ostello e alcune
case per il personale, necessità per lequali non abbiamo
ancora trovato i fondi necessari. Un altro
beneficio che la popolazione ha da questo
progetto è che si dà la possibilità di lavoro
fisso (sebbene con salari minimi) ad oltre
20 persone, ai quali si aggiungono una decina
di lavoratori occasionali.
- Tukutane Mbuyuni (incontriamoci sotto il
baobab). Sebbene ancora questo progetto non sia stato
sufficientemente pubblicizzato, quest'anno
abbiamo avuto una decina di ospiti che hanno
usufruito della possibilità di passare alcuni
giorni con noi a Kigwe e visitare i villaggi
dove operiamo, e nello stesso tempo hanno
contribuito alla realizzazione delle nostre
attività. Dopo questo primo periodo trascorso
a Kigwe, alcuni hanno visitato i magnifici parchi tanzaniani, altri invece hanno preferito
l'oceano. Per chi volesse avere maggiori
informazioni, può contattarci direttamente oppure chiedere l'opuscolo informativo a
Ester Moretti "Gruppo Tanzania Onlus"
via S. A. Carminati, 28 2 4053 Brignano G.
D'Adda <BG). tel 333-5946876. e-mail:
gruppotanzaniaonlus@libero.it
SOMMARIO DELLE ATTIVITA' REALIZZATE NEL 2005
| PROGETTO |
VILLAGGIO |
ATTIVITA' |
COSTO
in Euro |
Darasa bora
(aula bella) |
Mpinga
Veyula
Mbabala |
- Ultimata la costruzione di 2 aule + 1 ufficio
- Continua la costruzione di 2 aule + 1 ufficio
per la scuola professionale falegnameria/meccanica
- Iniziata la costruzione di
una casa per
insegnanti nella scuola secondaria
- Costruiti e distribuiti 110
banchi scolastici
per le elementari e secondarie |
11'560 |
Vikongwe na walemavu
(anziani e disabili) |
Kigwe |
- Acquistati e distribuiti 4'000 kg di mais,
sostenuti costi per cure e operazioni oculistiche
a 25 anziani |
1'800 |
Watoto
(bambini) |
Kigwe, Mpinga
Mzogole
Mpunguzi,Chahwa
Uhlela,Chigongwe |
- Fornito uniformi, zanzariere, materiale
didattico a circa 500 bambini
adottati della
scuola elementare
- Pagamento della retta scolastica,
ostello
e fornitura di uniformi, materiale
didattico,
ecc per 98 ragazzi delle scuole
superiori
e/o professionali
- Fornito mais, zucchero e fagioli
alle scuole
elementari |
12'300 |
Shukurani
(ringraziamento) |
Dodoma città |
- Mantenimento di 35 bambini della casa accoglienza "Shukurani" |
6'600 |
| Afya (salute) |
Kigwe
Mpamantwa |
- Fornito consulenza e assistenza medico-sanitaria
a 23 donne nella pianificazione
familiare,
problemi legati all'AIDS e assistenza
a bimbi
sieropositivi
- Iniziata la costruzione del
dispensario |
5'700 |
| Tukutane Mbuyuni |
Kigwe |
- Spese di gestione |
1'100 |
Kilimo, mifugo na mazingira
(agricoltura, allevamento e ambiente) |
Kigwe, Mpinga, Mzogole,
Mpunguzi, Chahwa,
Uhelela, Chigongwe |
- Distribuzione di sementi (500kg) e piantine
di alberi da frutta e da legno
(1'100) a
100 famiglie
- Distribuzione di sementi (700kg)
a 11 scuole
in 8 villaggi
- Seminari di agricoltura e allevamento.
N.B. Tutte queste attività coinvolgono le
famiglie dei bambini adottati |
2'700 |
| Pole Pole (piano piano) |
Kigwe |
- Apertura della scuola professionale con
20 studenti
- Completata la costruzione dell'impianto
per la produzione del biogas
- Coltivazione dell'orto
- Piantati 1500 alberi da legna
e frutta
- Coltivazione di circa 3 ettari
a sorgo,
miglio, girasole.
- Addestrati due paia di buoi
da lavoro.
- Coltivato appezzamento di 20
ettari a granoturco
- Coltivato appezzamento di terra
nell'area
della fiera agricola di Morogoro
- Preparato l'appezzamento (circa 4 ettari)
per la coltivazione di riso (*)
- Gestione officina/falegnameria |
20'180 |
| Spese generali |
|
Spese gestione (personale, trasporto, ufficio) |
23'900 |
| |
|
Totale |
85'840 |
(*) I raccolti non sono stati
sufficienti a coprire le spese, a causa della siccità
Dodoma, 06 febbraio 2006
Carissimi amici,
per la prima volta da quando abbiamo
iniziato
le nostre attività con il KISEDET,
ci troviamo
costretti a chiedere direttamente il
Vostro
aiuto.
Stiamo attraversando una fase critica
dal
punto di vista finanziario, dovuto
a vari
motivi.
Quest'anno ci sono arrivati meno fondi
di
quelli che solitamente riceviamo, sia
dalle
adozioni che dalle donazioni.
E' raddoppiato il numero dei ragazzi
che
studiano alla scuola professionale
di Kigwe
adesso ci sono 40 ragazzi e ragazze
com'era
previsto, e abbiamo quindi l'urgenza
di ristrutturare
anche altri edifici necessari alla
realizzazzione
di questo progetto (l'ostello, le case
per
insegnanti, uffici, aule e mensa).
Come qualcuno
di Voi già saprà per iniziare questo
progetto
"Polepole", nel 2004 abbiamo
ricevuto
una grossa donazione da amici, che
hanno
presentato il nostro progetto in occasione
del loro matrimonio.
Oltre ai ragazzi da noi sostenuti alle
secondarie,quest'anno
ce ne sono 30 in più perché gli organismi
che ci hanno aiutato a sostenerli negli
scorsi
anni, improvvisamente ci hanno comunicato
di non avere più fondi da stanziare
per le
borse di studio. Questo, in realtà non sarebbe
un nostro problema, ma noi non ce la
sentiamo
di mandare a casa ragazzi che hanno
quasi
ultimato gli studi secondari e che
vengono
nel nostro ufficio a chiedere di continuare
ad essere aiutati.
A tutto questo si aggiunge la gravissima
situazione di siccità che sta colpendo
la
Tanzania intera, e che quindi sta facendo
salire continuamente i prezzi non solo
dei
generi alimentari, ma anche di altri
prodotti.
La gente, oltre ad aver seminato vanamente
due o tre volte, vede morire il bestiame per mancanza di pascoli e acqua. Le
persone più disperate, mangiano radici tossiche,
carne del bestiame morto di fame, rimanendo
intossicate a loro volta con conseguenze
spesso letali.
Da parte nostra stiamo riducendo drasticamente
le spese per attività che non sono
legate
direttamente ai ragazzi e bambini (
come
costruzione di aule, interventi e aiuti
sanitari
verso famiglie e anziani e le attività
dei
progetti di produzione ), per poter
continuare
a sostenere il mantenimento dei bambini
dell'orfanotrofio
e quelli della scuola professionale,
che
ricordiamo e' gratuita.
Inoltre dobbiamo continuare a distribuire
gratuitamente mais agli anziani che
non sono
autosufficienti, e ai bambini orfani
che
vivono con i nonni. Normalmente questo
è
un periodo critico per la gente, ma
quest'anno
sta assumendo proporzioni drammatiche, perché anche persone che solitamente
riescono a
racimolare qualcosa si trovano in seria difficoltà da riuscire a mala pena a consumare
un pasto
al giorno.
Ogni volta che andiamo a Kigwe, fuori
dalla
nostra casa si raccolgono molte persone
bisognose
d'aiuto: Vi lasciamo immaginare cosa
vuol
dire non essere in grado di aiutarle,
sapendo
che magari non hanno mangiato nulla!!.
Abbiamo chiesto fondi ad enti locali
per
sostenere l'orfanotrofio e siamo in
attesa
di risposta, ma la burocrazia e' ancora più lenta perché lo scorso dicembre ci
sono
state le elezioni politiche e quindi
ci vorrà del tempo. Inoltre il governo ha messo
a
disposizione mais a basso prezzo e
noi come
KISEDET ne abbiamo già fatto richiesta;
anche in questo caso siamo in attesa
di risposta.
Questa gente però non puo' aspettare,
ed
e' per questo che chiediamo direttamente il Vostro aiuto e quello dei Vostri
amici,
parenti e conoscenti che saranno sensibili
alla nostra richiesta facendo girare
questa
lettera.
Chiunque volesse aiutarci si puo' mettere
in contatto con il Gruppo Tanzania
Onlus
di Brignano Gera D'Adda (BG) ( nostro
gruppo
di appoggio in Italia) per ricevere
le coordinate
bancarie.
Indirizzo e-mail gruppotanzaniaonlus@libero.it
Grazie anche a nome del KISEDET e soprattutto
dei beneficiari dei suoi progetti.
Nino e Giovanna
Dodoma, Novembre 2005
“Per i bambini del miserabile quartiere di Lawdale in Chicago, le
pastiglie di vitamine e le iniezioni contro l’influenza erano lussi
fuori dalla loro portata. I bambini del ghetto, diventavano l’immagine
dell’incuria sanitaria a cui li si abbandonava, in una società dove
peraltro la maggior parte delle malattie destinate ad ucciderli era già
stata sconfitta. Una società che lasciava accadere cose simili aveva
qualcosa di storto”.
Queste parole venivano pronunciate dal Rev. Martin Luther King Jr nel
1966. Ora, nel 2005, appaiono di estrema attualità visti i disordini
scoppiati a Parigi in questi giorni. Cos’è che ha scatenato tale
rivolta? Come mai queste persone hanno dentro tanta rabbia, a cui poi
danno sfogo in questo modo?
Questi quartieri ghetto dove noi “buoni occidentali” segreghiamo gli
immigrati giunti nei nostri paesi, sono isole di povertà cinte da ogni
parte da un oceano di opulenza.
Questi ghetti opprimono ogni giorno la gente che vi abita. Sentendosi
frustrate alcune di queste persone diventano violente; la nostra società
il più delle volte si preoccupa solo che la violenza non scoppi all’esterno,
ma non sempre ci riesce, ed allora assistiamo a scenari di guerriglia
urbana come sta accadendo in Francia.
Sarà anche sbagliato questo modo di reagire, ma forse hanno provato a
farsi sentire in altri modi, e non avendo ottenuto alcun risultato, hanno
scelto la strada della violenza, attirando così l’attenzione. Queste
persone se ne sarebbero state più volentieri a casa loro invece di
attraversare oceani e mari – rischiando la vita- ritrovandosi poi a
vivere in veri e propri baraccopoli, ma i loro paesi sono talmente poveri
che se qualcuno riesce a raccattare un po' di soldi, tenta la “fortuna”
raggiungendo qualche paese occidentale.
Ormai anche nel villaggio più sperduto della Tanzania se solo una persona
dispone di 250€ per acquistare televisore e generatore, può far
conoscere a tutto il villaggio che esiste un mondo opulento a cui loro
però non hanno accesso. E allora alcuni si chiedono, giustamente: “perchè
a loro sì e a noi no”? A me l’hanno fatta più volte questa domanda
ed io imbarazzata, ho cercato di spiegare, ma non so fino a che punto sono
riuscita a far capire quelli che secondo me sono i motivi di fondo. Come
faccio a spiegare che nonostante la gente abbia il telefonino che fa le
foto, “ asciuga i capelli e cucina” non è contenta? Come faccio a
spiegare che nonostante la gente abbia macchine nuovissime, lucidissime,
velocissime, non è in pace con se stessa? La strada del consumismo non
porta alla felicità ma questo i Tanzaniani e il resto del sud del mondo
non lo possono certo capire.
Come non potrà certo capire quel ragazzo francese (però ahimè nero!!!)
che è stato arrestato a Perugia, solo perchè sceso in strada a prendere
il giornale appena svegliato; quindi avrà avuto i capelli arruffati e il
viso un po' sonnolento, tanto è bastato a far credere a quei due “tutori
della legge” che quel ragazzo fosse chissà quale mostro!!!!!
“Io non sono razzista”, però..... però cosa???? Abbiamo almeno il
coraggio di dire che lo siamo, perchè dicendo” io non sono razzista ma
sarebbe meglio che stessero a casa loro”, questa frase racchiude in sè
tutto il cinismo, e la paura che si ha del “diverso” solo perchè il
colore della sua pelle è diverso dal nostro. Mia figlia è nata e
cresciuta in Tanzania, e mi ricordo che fino a 2 anni aveva paura dei
bianchi (io sono bianca e suo padre pure); vedete i bambini che innocenza
racchiudono in loro? Voglio dire che Alice non vedeva nemmeno che il
colore della sua pelle era bianco e non nero, ma quando se ne è accorta
sapete cosa mi ha detto? Ha detto: “mamma, io voglio diventare nera,
dammi qualcosa che mi faccia diventare nera; perchè io sono bianca,
mentre tutti i miei amici sono neri”? Per Alice questo è un problema,
ma non lo sarà di certo quando sarà grande e saprà che lei nonostante
è bianca è nata e cresciuta in Africa ed ha avuto la tata nera, i suoi
compagni di giochi sono stati neri, ecc.... e per lei questo non
significherà nulla, o meglio per lei non sarà motivo di paura.
Siamo diversi, io sono la prima ad ammetterlo, ma questo non vuol dire
assolutamente niente. Diverse sono le tradizioni, il colore della pelle,
la cultura, ma siamo tutti uomini e questa è la cosa che conta.
Se riusciremo ad accettare l’immigrato come una persona e non come “il
diverso”, allora avremo fatto dei passi da gigante; ma accettarlo non
vuol dire aver compassione di lui, vuol dire stare con lui come persone e
basta.
L’ho già detto altre volte ma non mi stanco di dirlo : “l’Africa
non ha bisogno di compassione, ha bisogno di collaborazione disinteressata”
cosa che ancora oggi non avviene. Stiamo colonizzando l’Africa
attraverso forme diverse dal passato; in Tanzania il governo sta
privatizzando tutto, perchè gli hanno fatto credere che questa è la
strada giusta per uscire dalla morsa della povertà. Cooperanti che in un
mese prendono l’equivalente di quello che a noi basta per costruire 2
aule scolastiche e 1 ufficio (se non di più), ong corrotte e interessate
a tirare avanti la baracca in Italia; e allora avanti con le foto in prima
pagina di bambini moribondi a causa dell’AIDS o malnutrizione, perchè
è questo che vuol vedere la gente per aprire il portafogli.
Noi abbiamo scelto un’altra strada, e cioè la strada della giusta
informazione: in Africa non c’è solo l’AIDS. In Africa c’è
ricchezza, c’è il menefreghismo da parte dell’africano stesso
arricchito che non è per niente interessato ai problemi che continuano ad
uccidere la sua terra, c’è lo sfruttamento dell’africano ricco verso
il povero, ma c’è anche tanta voglia di riscatto da parte di quegli
africani che hanno detto NO a tutto questo e stanno facendo di tutto
perchè un giorno anche questo magnifico continente possa vedere la sua
alba tanto agognata.
Giovanna
Responsabile Adozioni
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