RELAZIONE COMPLETA PER IL 2006

  BILANCIO ATTIVITA', ENTRATE E SPESE 2006

 

Giovanna
Responsabile Adozioni


IL KISEDET NEL 2006
(Lettera di dicembre 2006)

Eccoci come sempre al nostro consueto appuntamento, un anno è passato e, grazie anche al vostro contributo, il KISEDET è riuscito a realizzare quasi tutte le iniziative programmate nel 2005.

Vogliamo da quest’anno, più che redigere l’elenco delle attività realizzate, provare a farvi respirare un po’ d’aria africana, parlandovi di fatti quotidiani, raccontarvi un po’ di persone che, direttamente o indirettamente, beneficiano del vostro aiuto e parlavi perché no anche un po’ di noi, Giovanna, Nino e famiglia. Per molti di voi siamo degli sconosciuti che hanno deciso chissà perché di vivere in Africa, che si occupano dei bambini forse perché non avevano altro da fare in Italia. Magari ci considerate come delle mosche bianche, e ironia del termine vuole che lo siamo in senso letterale anche per gli africani, ma siamo persone come tutti gli altri, che hanno scelto di vivere in un ambiente in cui i rapporti tra le persone sono ancora umani. Sicuramente non è questa la sola ragione che ci ha fatto venire in Tanzania, ma è sicuramente quella che ci fa stare ancora qui dopo ormai quasi dieci anni.

Le novità di quest’anno sono molte, alcune piccole altre più importanti, alcune ci riguardano direttamente e altre si riferiscono più in generale alla vita del KISEDET.  

Arrivi e partenze spesso sono novità che cambiano la vita delle persone, nascite e morti sono novità che sempre danno uno scossone alle nostre esistenze. In paesi come la Tanzania nascita e morte s’intrecciano e s’incontrano quotidianamente, quasi ogni giorno si partecipa ad una nascita o alla morte di una persona cara o soltanto conosciuta. In swahili morire si dice “kufariki dunia” che significa letteralmente “partire da questo mondo”, ma se si vuole anche in italiano c’è il termine “dipartito”. Permetteteci quindi di continuare ad usare le parole nuovo arrivo e partenza, ci sono più familiari.

In agosto è arrivata Valeria, nostra figlia che si è aggiunta alla tribù di Nino, Giovanna, Alice e Grace. Valeria. Così come tutti noi, ha subito ricevuto il nome nella lingua locale (kigogo): è stata chiamata Nyakaya che significa “padrona di casa”. Infatti, Giovanna ha partorito nella nostra casa di Dodoma, tra lo stupore dei tanzaniani e la disapprovazione in qualche caso dei bianchi. Nuovi arrivi ci sono stati anche nella nostra Casa Accoglienza Shukurani e nella scuola professionale di Kigwe. Anche qui si tratta di nascite e le mamme sono ragazze che noi aiutiamo. Il problema delle ragazze, in alcuni casi poco più che bambine, che rimangono incinte, quando ancora frequentano la scuola, è di vaste proporzioni in tutta la Tanzania. Se n’occupa il governo con leggi molto severe, se n’occupano organismi internazionali di cooperazione, ONG, istituzioni religiose, ecc., ma questo, come tanti altri problemi che affliggono l’Africa, affonda le sue radici nella povertà e nella mancanza di prospettive della gente e dei giovani in particolare. Per queste sei ragazze che hanno partorito cercheremo il modo migliore di continuare ad aiutarle per sostenere i loro figli, di far crescere in loro il senso di autosufficienza, di fornire loro i mezzi minimi per non dipendendere da altri, così come facciamo con tutti i nostri giovani.

Parlando invece di partenze, vogliamo innanzi tutto ricordare il nostro amico e direttore della scuola professionale di Kigwe, Raphael Leke, che è morto a fine di maggio in un incidente stradale, lasciando moglie e sette figli. Era da appena 6 mesi che ci conoscevamo e che lavorava con noi, ma sono stati sufficienti a costruire un’amicizia e a creare le condizioni affinchè la scuola professionale possa iniziare a operare bene. Qui come in Italia gli incidenti stradali sono motivo di moltissime morti l’anno, ma anche in questo caso le diverse condizioni economiche differenziano le cause degli incidenti. In Italia si muore perché ci sono sempre più macchine, più veloci e belle; in Tanzania invece le macchine sono poche e spesso sarebbero da rottamare, si viaggia in soprannumero in autobus e in camion laddove in Italia non è permesso neanche agli animali,  qui invece polli e capre possono essere i nostri compagni di viaggio. 

In Italia ci sono le morti da rientro dalla discoteca, dove magari per divertirsi si spende in una sera quello che qui sarebbe sufficiente a sfamare una famiglia per un mese intero. In Tanzania ci sono le morti da rientro dal lavoro. La sera nelle strade senza illuminazione delle città i daladala (pulmini pubblici), chiamati anche panyapanya (topini), sfrecciano con il loro carico di sardine umane senza nessun controllo, ignorando nel senso letterale della parola, le più semplici norme della strada. Nino pure ha rischiato in giugno di partire da questo mondo a causa di un incidente (è la seconda volta in Africa) avuto con l’autobus su cui stava andando a Dar es Salaam. Per fortuna questa volta se l’è cavata solo con una costola rotta.

Ci sono state altre partenze come quella della figlia del nostro attuale direttore della scuola morta di aids in luglio, e il bimbo perduto nell’ospedale di Dodoma dal nostro amico Deo, coordinatore del progetto Polepole, per mancanza di assistenza al momento del parto.

Anche queste sono cause di partenze comuni in Tanzania ed è superfluo sottolineare che a renderle tali sono soprattutto le condizioni economiche.

I nostri progetti - Quest’anno si sono diplomati i primi ragazzi alla scuola professionale di Kigwe che fa parte del Progetto Polepole. Dei 20 (dieci ragazzi e 10 ragazze) del primo corso ne sono arrivati in fondo 14, nove maschi e cinque femmine. Avremmo voluto prolungare di un anno il corso, ma per mancanza di spazio soltanto sei di loro resteranno, gli altri frequenteranno dei corsi brevi quando gli altri ragazzi torneranno a casa durante i periodi di vacanze. Nel gennaio del 2006 è iniziato il secondo corso con 22 ragazzi/e e il prossimo gennaio inizierà il terzo corso con altri 18 ragazzi/e. Come abbiamo già avuto modo di dire gli scorsi anni l’agricoltura e l’allevamento svolgono un ruolo economico importante in Tanzania, e noi nel nostro piccolo vogliamo contribuire a migliorare e a sviluppare le tecniche di allevamento e di coltivazione attraverso l’insegnamento nella scuola professionale e anche nelle scuole dove ci sono i bambini che sosteniamo. La sfida più grossa che ci troviamo ad affrontare è quella di attrarre e interessare i giovani alle attività agricole dimostrando nella pratica, attraverso piccoli progetti, che è possibile trarre reddito e vivere decentemente anche svolgendo l’attività dei loro genitori, senza dover cercare fortuna nella grande città. La forza d’ attrazione che esercita quest’ultima, facilitata  dal diffondersi anche nei villaggi di radio e televisione, è enorme e se a questo si aggiunge la naturale voglia dei ragazzi di affrancarsi dalle condizioni di vita di pura sussistenza dei genitori nei loro villaggi, si può capire che l’alternativa che vogliamo offrire loro deve essere ben convincente, soprattutto dal punto di vista economico.

Abbiamo ridotto i nostri interventi nelle costruzioni di nuove aule e dal prossimo anno chiuderemo il nostro progetto Darasa Bora, a meno di non ricevere fondi specifici. Il governo tanzaniano da 3-4 anni a questa parte sta spendendo molto nel miglioramento delle strutture scolastiche con l’obbiettivo di portare la scolarità nelle elementari e nelle secondarie vicino al 100%. Il problema è che ne risente la qualità dell’istruzione. Per migliorare lo stato della scuola in Tanzania non basta aumentare le aule, perché mancano gli insegnanti, mancano gli strumenti didattici ed è necessaria una riforma del sistema scolastico nel suo insieme. Per questo promoviamo iniziative che servono a rafforzare il rapporto con le 11 scuole elementari e le 2 secondarie in cui il KISEDET è presente, sostenendo attività di miglioramento della didattica e nello stesso tempo di creazione di piccoli progetti generatori di reddito.

Nella casa  accoglienza SHUKURANI di Dodoma, in questo periodo sono ospitati 32 bambini che proseguono nei loro studi, in più abbiamo aperto un asilo per i bambini del circondario ( ce ne sono circa 20), che a fronte di un piccolo contributo mensile stanno con una maestra 4 ore il  giorno e forniamo loro materiale didattico, divisa e a metà mattinata  “uji” (semolino). Prosegue l’esperimento di allevamento di galline ovaiole, e abbiamo visto che tutto sommato è andato bene, tanto che abbiamo deciso di  aumentare il numero delle galline da 50 portarle a 150. E’ un esperimento che sta evidentemente soddisfacendo anche qualche nostro piccolo ospite, il quale ha deciso, senza farsi scoprire, di arricchire la sua dieta bevendosi un ovetto fresco quasi ogni mattina.

Nel progetto Afya (salute) abbiamo ultimato la costruzione del dispensario. Purtroppo per mancanza di personale non è ancora operativo, nonostante c’era stato assicurato dalle autorità sanitarie la piena funzionalità sin dal giugno scorso. Continuiamo a cercare sponsor per finanziare il centro consultorio/laboratorio per fare il test dell’ AIDS nelle zone rurali. Abbiamo sospeso il programma di pianificazione familiare per mancanza di fondi, in quanto si trattava di estenderlo anche ad altri villaggi. Se il prossimo anno riusciremo a realizzare il progetto del consultorio riprenderemo anche questa iniziativa. Abbiamo continuato a sostenere i costi per l’operazione agli occhi, 25 anziani bisognosi ne hanno usufruito.

Questo anno c’è stato il grosso problema della scarsità di cibo dovuto alla siccità. Abbiamo dovuto comprare il mais a prezzi raddoppiati rispetto allo scorso anno per far fronte ai bisogni dei ragazzi e degli anziani poveri di Kigwe che aiutiamo tutti gli anni. Per fortuna il governo ha adottato negli ultimi mesi alcune misure per abbassare i prezzi.

La mancanza di piogge ha anche causato il razionamento dell’energia elettrica in tutto il paese. Dal febbraio scorso a tutt’ora nell’intero paese tagliano l’elettricità per giornate intere e, nonostante che soltanto il 10% della popolazione è collegata alla rete elettrica, i danni alla economia sono enormi.

La stagione delle piogge è appena iniziata e sembra che quest’anno ci siano le condizioni per una buona semina e, se va tutto bene, per un buon raccolto. La natura si è risvegliata, esplodendo in tutte le sue forme come avviene solo ai tropici. Tutto si sta rivestendo di verde e di fiori dopo sette mesi di secco nelle nostre zone. Anche la gente è piena d’energia, tutti sono presi a coltivare e a seminare, e come sempre in questo periodo si rinnova la speranza di passare un anno migliore. Nessuno come la gente d’Africa è così pronta ad aprirsi continuamente alla vita nonostante l’AIDS, gli incidenti stradali, la malaria, i disservizi sanitari, la fame, ecc.

Vogliamo anche noi mantenere viva questa speranza, che non è passiva aspettativa, ma è impegno e lotta quotidiana. Speranza che vogliamo condividere con voi tutti.

Ancora una volta un grosso ringraziamento a nome di tutti per il vostro contributo e vi ricordiamo che… la Tanzania non è poi così lontana, venite a trovarci, per gli africani accogliere un ospite è sempre occasione di gioia e di festa.

Per chi vuole avere maggiori dettagli può contattare noi direttamente oppure leggere sul nostro sito, che quest’anno grazie al prezioso e determinante contributo di un adottante è stato migliorato.
Potete anche chiedere informazioni a Ester Moretti del “Gruppo Tanzania” via S. A. Carminati, 28  24053 Brignano G. D’Adda (BG), tel 333-5946876, e-mail  gruppotanzaniaonlus@libero.it  C/C postale n. 702644521

Vi chiediamo di farvi voi stessi promotori di nuove adozioni, di far conoscere la finalità della nostra associazione anche ai vostri amici, conoscenti e parenti. Ci sono circa centotrentacinque bambini e ragazzi che ancora non hanno un sostenitore. Il KISEDET li sta già in parte aiutando, “grattando” dai fondi destinati ad altre attività, ma se ognuno di voi  troverà altri 3 sostenitori/adottanti, riusciremo entro il 2007 ad avere una copertura economica anche per sostenere direttamente tutti questi altri bambini e ragazzi.

Per chi riceverà in tempo questa lettera (ma  anche per tutti gli altri tanto i buoni auguri non hanno data di scadenza) tantissimi auguri di Buon Natale e di un sereno nuovo anno.

 

     A)  SOMMARIO DELLE SPESE PER LE ATTIVITA’ REALIZZATE NEL 2006

PROGETTO

VILLAGGIO

ATTIVITA’

COSTO in Euro

Darasa bora  (aula bella)

Veyula

 

 

Mbabala

Ø      Ultimata la costruzione di 2 aule + 1 ufficio per la scuola professionale falegnameria/meccanica

Ø      Costruita una casa per insegnati nella scuola secondaria

Ø      Costruiti e distribuiti 110 banchi scolastici per le elementari e secondariei

4.960

Vikongwe na walemavu

(anziani e disabili
)

 

 

Kigwe

 

Ø      Acquistati e distribuiti 6.000 kg di mais, sostenuti costi per cure e operazioni oculistiche a 6 anziani

 

1.493

Watoto (bambini)

 

 

Kigwe, Mpinga Mzogole,

Mpunguzi, Chahwa, Uhelela, Chigongwe.

 

 

Ø      Fornito uniformi, zanzariere, materiale didattico per circa 400 bambini adottati della scuola elementare

Ø      Pagamento della retta scolastica, ostello e fornitura di uniformi, materiale didattico, ecc. per 105 ragazzi delle scuole superiori e/o professionali

Ø      Fornito  mais, zucchero e fagioli alle scuole elementari.

18.047

Shukurani (ringraziamento

Dodoma città

Ø      Mantenimento di 35 bambini della casa di accoglienza “Shukurani”

8.000

Afya (salute)

Mpamantwa

Ø      Completata la costruzione del dispensario

3.300

Tukutane Mbuyuni

Kigwe

Ø      Spese di gestione

700

  Kilimo, mifugo na mazingira

(agricoltura, allevamento e ambiente)

 

Kigwe, Mpinga Mzogole,

Mpunguzi, Chahwa, Uhelela, Chigongwe.

 

 

Ø      Distribuzione di sementi (500 kg) e 2000 piantine di alberi da frutta e legno a 11 scuole in 8 villaggi.

Ø      Seminari di agricoltura e allevamento nelle 11 scuole.

Ø      Coltivato un appezzamento di riso nel villaggio di Uhelela

 

 

 

 

1.445

 

 

 

Pole Pole
(piano piano)

 

Kigwe

 

 

Ø      Gestione della scuola professionale con 40 studenti

Ø      Ristrutturate due case, un ufficio e un’aula nella scuola professionale

Ø      Coltivazione dell’orto.

Ø      Piantati 1000 piantine di alberi da legna e frutta.

Ø      Coltivazione di circa 3 ettari a sorgo, miglio, girasole.e ½  ettaro a ortaggi

Ø      Coltivato appezzamento di 1 ettaro a riso

Ø      Gestione officina/falegnameria

32.371

Spese generali

 

Spese gestione (personale, trasporto, amministrazione, ecc.)

27.350

Totale

97.666

 

B) VALORE MERCI IN MAGAZZINO

TIPO

VALORE

Mais, fagioli ecc

2.500

Legname, profilati in ferro ecc.

3.600

Manufatti

2.500

Totale

8.600

 

C) SOMMARIO DELLE ENTRATE NEL 2006

Fonte

Euro

Associazione HARAMBEE

57.744

GRUPPO TANZANIA

32.320

Donazioni da privati        

2.250

Produzioni del KISEDET *

13.340

                        * Di cui 6.500 € sono valorizzazioni di lavori fatti all’interno del progetto