{"id":3246,"date":"2025-02-27T16:37:56","date_gmt":"2025-02-27T13:37:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kisedet.org\/it\/?p=3246"},"modified":"2025-02-28T11:53:44","modified_gmt":"2025-02-28T08:53:44","slug":"immagini-e-cooperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kisedet.org\/it\/immagini-e-cooperazione\/","title":{"rendered":"Immagini e cooperazione\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modo in cui ci esprimiamo e le immagini che vediamo, soprattutto in un\u2019epoca segnata dalla centralit\u00e0 dei media come mezzo di comunicazione, contribuiscono a formare i pezzetti che compongono il nostro intendere il mondo. Le immagini, spesso, diventano specchio di realt\u00e0 e le si percepiscono come un concreto e funzionale mezzo per meglio capire la vita. La fotografia soprattutto, come espressione artistica e come affidabile sguardo oggettivo sulla realt\u00e0, \u00e8 da prendere in considerazione nel riconoscere l\u2019influenza che le immagini imprimono sulle nostre vite.&nbsp;La fotografia, per alcune culture, \u00e8 lo specchio dell\u2019anima, e per questo, bisognerebbe sempre entrarci in punta di piedi, ed essere pronti a non essere sempre accolti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la continua esposizione di minori e persone che vivono situazioni di estrema povert\u00e0, in fotografie pietistiche molto spesso con al centro il bianco di turno che narra la sua storia di salvatore, oppure al contrario, fotografie di bimbi festanti con la didascalia \u201csono felici pur non avendo nulla\u201d, continuer\u00e0 ad alimentare luoghi comuni e stereotipi e non ci salver\u00e0 dal white saviour complex- il fardello dell\u2019uomo bianco.&nbsp;&nbsp;La natura oggettiva della fotografia, non va sempre intesa come un imparziale, giornalistico punto di vista, l\u2019obiettivo di una fotocamera, come i nostri occhi, non sempre offre un affidabile sguardo sulla realt\u00e0 e i messaggi che si vogliono comunicare tramite le immagini, sono fondamentali quanto quello che vediamo in superficie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma cosa ha a che fare il mondo della cooperazione internazionale con quello della fotografia?<\/strong>&nbsp;Lo scopo di questo articolo \u00e8 aprire una conversazione tra questi due mondi, analizzando le necessit\u00e0 di uno e le premesse dell\u2019altro, apprezzando l\u2019importanza e la delicatezza di entrambi. Questa conversazione viene aperta con l\u2019obiettivo di ricavarne una riflessione, che possa smuovere idee e pregiudizi, per contribuire ad arricchire un dialogo che metta al centro la tutela dei pi\u00f9 vulnerabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mondo della cooperazione internazionale \u00e8 complesso e in costante cambiamento. Una nostra news, che ripubblicava un articolo di INFO Cooperazione:&nbsp;<strong><em>Si pu\u00f2 fare raccolta fondi nel mondo della cooperazione senza utilizzare immagini di minori?&nbsp;<\/em><\/strong>poneva questa domanda provocatoria con lo scopo di presentare ai nostri lettori un nuovo approccio nella raccolta fondi nell\u2019ambito delle organizzazioni non governative. L\u2019articolo del marzo 2022, tramite la notizia del lancio della compagna OverExposed portata avanti da un\u2019importante Charity del Regno Unito, Chance for Childhood,&nbsp;&nbsp;questionava il ruolo delle immagini di bambini nel contesto delle campagne di raccolta fondi. \u201cOverExposed\u201d, infatti, \u201cinvitava all\u2019azione per innalzare gli standard e riformulare il modo in cui il settore utilizza le immagini e le storie dei bambini.\u201d (Info cooperazione, 2022) La charity britannica ha concretizzato con la decisione di non mostrate i volti dei bambini nelle loro campagne di raccolta fondi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">KISEDET e Gruppo Tanzania, che hanno sempre condiviso lo spirito della campagna prestando sempre attenzione alla difesa dei minori, hanno cominciato un processo di rimozione delle immagini di bambini dai propri siti e dalle proprie pagine social, specialmente nelle sezioni riguardanti le raccolte fondi. Questo nuovo approccio sta diventando centrale a KISEDET, che ora prende le distanze, in modo categorico e chiaro, dalla raccolta fondi che si basa sul pietismo e su un sistema che contribuisce a nutrire falsi stereotipi sulla Tanzania, sui bambini tanzaniani, e africani in generale. Questo nuovo approccio mette al centro i diritti e la dignit\u00e0 di ogni bambino, assicurando la privacy dei minori beneficiari di KISEDET. Con questo nuovo approccio KISEDET e Gruppo Tanzania fanno un passo in avanti verso quello che dovrebbe essere un mondo della cooperazione pi\u00f9 attento e meno superficiale, dove si ricerca il \u201cdelicato equilibrio tra informare e rispettare i diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza.\u201d (CESVI, 2015)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fardello dell\u2019uomo bianco di Kipling, si basa sull\u2019idea che l\u2019uomo bianco abbia un dovere innato nel \u201ccivilizzare\u201d gli stati e le persone attorno al mondo. Il vedere e considerare gli individui \u201cnon bianchi\u201d con uno sgardo pietista, che li vede come dei bisognosi, continua ad alimentare una visione sistematica che crea relazioni verticali e di separazione. \u00c9 fondamentale ricordare che i messaggi che condividiamo con il mondo contribuiscono a creare la nostra realt\u00e0 e a confermare o smentire stereotipi e pregiudizi che, spesso, compongono le nostre vite. Se esiste un dovere, che abbiamo tutti, gli uni verso gli altri, \u00e8 proprio quello di trattare, senza distinzione, con gentilezza, rispetto e tolleranza ogni individuo che incontriamo. Senza giudizio, senza la volont\u00e0 di esportare tradizioni o di cambiarle, con il rispetto e la delicatezza sulle quali puo\u2019 nascere davvero uno spirito di scambio reciproco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dare ai bambini la consapevolezza di essere individui ricchi di valore e potenziale \u00e8 uno degli obiettivi di KISEDET, strumentalizzarli per campagne di raccolta fondi non \u00e8 e non deve essere l\u2019unica via per ottenere introiti per i progetti. Le sfide rappresentate da questa pi\u00f9 chiara policy, non sono poche: il numero di sostegni a distanza, per esempio, negli ultimi anni sta calando con rapidit\u00e0. I sostegni a distanza (SAD) permettono ai bambini e ai ragazzi sostenuti di andare a scuola, assicurano loro pasti e beni di prima necessit\u00e0. Il calo dei sostegni da parte di privati, oltre a spingere KISEDET a ricercare fondi e supporto tramite altre iniziative, comporta anche una riflessione sul futuro dei sostegni a distanza. I&nbsp;processi di avvicinamento, incontro, accoglienza e recupero dei minori comporta una complessit\u00e0 nell\u2019abbinare un bambino a un sostenitore che spinge KISEDET e Gruppo Tanzania ad incoraggiare i sostegni a distanza collettivi, nei quali, il sostenitore, al posto di aiutare nello specifico un bambin* o un* ragazz*,&nbsp;&nbsp;pu\u00f2 sostenere i vari progetti di KISEDET, che sono sempre mirati al benessere e al recupero di ragazz* e bambin* provenienti dalla strada o da difficili situazioni socio-economiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.kisedet.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/56e02362-ef94-4797-b4ae-286913270777-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3269\" style=\"width:703px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.kisedet.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/56e02362-ef94-4797-b4ae-286913270777-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.kisedet.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/56e02362-ef94-4797-b4ae-286913270777-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.kisedet.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/56e02362-ef94-4797-b4ae-286913270777-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.kisedet.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/56e02362-ef94-4797-b4ae-286913270777-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.kisedet.org\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/56e02362-ef94-4797-b4ae-286913270777.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intraprendere un sostegno a distanza (SAD) collettivo contribuisce in modo concreto al supporto dell\u2019intera comunit\u00e0 di KISEDET, tenendo conto della natura di continuo cambiamento che, spesso, caratterizza le case d\u2019accoglienza e il drop-in centre gestiti da KISEDET. L\u2019organizzazione si pone come punto di riferimento per individui vulnerabili che hanno ben pochi punti stabili. Le porte di KISEDET sono sempre aperte, senza distinzioni e senza discriminazioni. Secondo questi valori, crediamo in un sistema di contribuzione che assicuri l\u2019indiscriminato sostegno di bambin* e ragazz* vulnerabili. Essere abbinati ad un bambino\/a potrebbe essere, forse, pi\u00f9 motivante per il sostenitore poich\u00e9 questo crea un legame affettivo, a volte per\u00f2, con il rischio che le informazioni del bambino che giungono ogni anno ai sostenitori diventino pi\u00f9 che un resoconto, una sorta di ricevuta morale la cui importanza (per quanto possa essere comprensibile e legittimo l\u2019umano desiderio di riconfermare la propria beneficenza), \u00e8 secondaria rispetto al vero obiettivo: aiutare il maggior numero di bambini possibile nel momento del bisogno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il desiderio \u00e8 quello di allontanarsi da una cooperazione in cui \u201cil fine giustifica i mezzi\u201d, perch\u00e9 se \u00e8 vero che l\u2019obiettivo, \u00e8 sicuramente il centro e il motivo dell\u2019esistenza di organizzazioni come KISEDET e Gruppo Tanzania, \u00e8 anche vero che esiste una responsabilit\u00e0 nel rispettare e assicurare sempre dignit\u00e0 a tutti i beneficiari di KISEDET, senza distinzioni, nell\u2019uguaglianza e nell\u2019immenso valore di ogni essere umano.&nbsp;Chiediamoci sempre, infine, la prossima volta che ci troveremo in un paese straniero, se a casa nostra ci comporteremmo cosi, se sarebbe accettabile andare da una madre e dal suo bambino a scattargli una foto, senza permesso e parola su fin dove questa foto viagger\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modo in cui ci esprimiamo e le immagini che vediamo, soprattutto in un\u2019epoca segnata dalla centralit\u00e0 dei media come mezzo di comunicazione, contribuiscono a formare i pezzetti che compongono il nostro intendere il mondo. 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